storie  e memorie in mezzo al mare

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flora e fauna

1.3 Flora e fauna

 

 

Le specie di mammiferi selvatici attualmente presenti sull'isola sono: coniglio selvatico (Oryctolagus cuniculus), mustiolo (Suncus etruscus), pipistrello albolimbato (Pipistrellus kuhlii) e topolino delle case (Mus musculus). In mare sono presenti tre specie di delfini: tursiope (Tursiops truncatus), stenella (Stenella coeruleoalba), delfino comune (Delphinus delphis). Nel periodo tra marzo ed aprile, passano in prossimità dell'isola grandi mammiferi quali la balenottera comune (Balaenoptera physalus), la balenottera minore (Balaenoptera acutorostrata) e il capodoglio (Physeter macrocephalus). Mi è capitato di osservarle dalla costa e mi hanno dato l’impressione di altre isole nomadi che si avvicinano a Lampedusa per portarle notizie. Tra i molluschi terrestri si segnalano gli endemismi: Lampedusa lopadusae, una chiocciola fusiforme che si trova un po' ovunque sull'isola, l'Oxychilus diductu, una piccola chiocciola e la Trochoidea cumiae.

Per gli anfibi vi è la sola presenza del rospo smeraldino Bufo virdi, mentre si contano nove specie di rettili tra cui va segnalata la presenza, in fase riproduttiva, della tartaruga marina comune (Caretta caretta). Il gruppo dei Sauri è rappresentato dal geco verrucoso (Hemidactylus turcicus), dal geco comune (Tarentola mauritanica), dalla lucertola campestre (Podarcis siculaa), dal gongilo (Chalcides ocellatus) e dalla lucertola striata comune (Psammodromus algirus), quest’ultima presente soltanto sull'Isola dei Conigli. Due specie di serpenti, ambedue di origine nordafricana: il colubro dal cappuccio (Macroprotodon cucullatus) e il colubro lacertino (Malpolon monspessulanus).

Sono presenti all'interno di cavità e grotte i pipistrelli, in particolare vanno segnalati il miniottero (Miniopterus schreibersi) e il vespertilio maggiore (Myiotis myotis) . Per gli Artropodi, tra i Crostacei Isopodi vanno segnalati l'Armadillium pelagiucum e il Porcellio buddelundi, presente solo a Lampedusa ed in alcune zone della Tunisia, tra i Chilopodi la Scolopendra canidens (presente in Italia solo a Lampedusa). La presenza di ortotteri è ricca e presenta alcune specie di origine africana assenti in Europa e tre endemismi esclusivi: Rhacocleis berberica dubronyi, Pamphalgus ortolaniae, Omocestus lopadusae. Risulta la presenza di 83 specie di eterotteri, tra i neurotteri vanno segnalati il Distoleon annulatus (presente in Italia solo a Lampedusa, Pantelleria e Vulcano), il Creoleon aegyptiacus e il Creoleon griseus, la cui unica stazione europea si trova a Lampedusa, il Bubopsis agrinoides presente in Italia solo a Lampedusa. Significativa la presenza di coleotteri di cui vanno segnalati per i Carabidi: il Ditomus opacus, in Europa presente solo a Lampedusa e l'Amara cottyi per cui Lampedusa risulta l'unica stazione italiana; tra gli Scarabeoidei il Pseudoapterogyna vorax, anche per il quale Lampedusa risulta l'unica stazione in Italia, la Potosia cuprea e la Pachydema hirticollis. Tra i Buprestidi si segnala il Julodis onopordi, di cui la stazione di Lampedusa risulta unica in Europa e il Julodis onopordi lampedusanus. Tra le otto specie di Anticidi va ricordata la Microhoria chobauti. Tra i Tenebrionidi vi sono la Pacychila tazmaltenis, l'Asida minima, il Machlopsis doderoi (unico in Europa), l'Allophylax; mentre tra i Curculionionidi la Neumatora depressa, il Trachyphloeus melitensis, la Torneuma doderoi, il Torneuma filum e la Alaocyba lampedusae, queste ultime tre endemiche di Lampedusa.

Per i Lepidotteri va segnalato la Zizeria knysna. Grande densità di popolazione hanno gli Imenotteri Mutilidi, di cui la Mutilla barbara rappresenta l'esemplare più diffuso ma vanno menzionate anche la Smicromyrme lampedusia, la Dasylabris atrata e la Dasylabris atrataria che costituiscono altri esempi di fauna nordafricana presenti, in Italia, soltanto a Lampedusa. Vanno inoltre ricordate le venti specie di Imenotteri Formicidi.

Da aprile a settembre, nei cieli dell'isola vola il falco della regina (Falco eleonorae). Altre specie nidificanti comprendono la berta maggiore (Calonectris diomedea), la berta minore (Puffinus puffinus), il gheppio, il falco pellegrino, il piccione selvatico, la calandrella, il cardellino ed il fanello, il marangone dal ciuffo (Phalacrocorax aristotelis) e la grande colonia di gabbiano reale (Larus argentatus) che nel mese di aprile depone sull'isola dei Conigli. Molte le specie migratorie che sostano volando verso l’Africa, tra cui la tortora, la balia nera, la pispola, il beccafico, il gruccione, la ghiandaia marina, la gallinella d’acqua, la nitticora e tantissime altre. La fisionomia della vegetazione forestale originaria di Lampedusa si può intuire osservando i lembi superstiti di macchia, confinati ai valloni della costa meridionale e ai versanti che li racchiudono1.

La flora vascolare terrestre di Lampedusa comprende 424 taxa. Più della metà della flora è composto da erbe annue: «l'arcipelago riveste tuttora un'inestimabile valore botanico; in particolare, esso ospita un ricco contingente di endemismi di rango specifico e sottospecifico (10 a Lampedusa, 4 a Linosa e 1 a Lampione). Inoltre, moltissimi taxa presenti risultano rari o assenti a livello regionale e nazionale»2. Ricordiamo il fior di tigre (Caralluma europaea), presente in Europa solamente a Lampedusa e in Spagna e il fiordaliso acaule (Centaurea acaulis), una specie endemica del Nord Africa, la carota selvatica (Daucus lopadusanus), la camomilla selvatica (Anthemis lopadusana), il limonio lampedusano (Limonium lopadusanum), la Suaeda pelagica e la Scilla dimartinoi. Sull'isola si trovano ben 8 specie diverse di aglio selvatico di cui due sono endemiche.

Sono presenti muschi e licheni, alcuni tipi di muschi di enorme valore biogeografico tra cui «i Nematodi Amplimerlinius icarus, Paractinolaimus intermedius e Microdorylaimus modestus e vi sono stati descritti tre taxa nuovi per la scienza: Afrodorylaimus mediterraneus, Mesodorylaimus lopadusae e Trischistoma macroseta»3.

È alto l’interesse biogeografico dell’ambiente marino di Lampedusa e deriva ancora una volta dalla sua collocazione nel Mediterraneo, che ha determinato la mescolanza di faune diverse e l’ingresso di alcune specie tropicali, tra cui il pesce balestra e il vistoso scaro (Euscarus cretensis), un pesce tipico delle scogliere coralline dei mari tropicali, molto comune sulle coste africane ma raro sulle coste italiane. Lo specchio d’acqua antistante la Spiaggia dei Conigli è caratterizzato da fondi sabbiosi e rocciosi, comprendenti diversi habitat e specie di interesse comunitario o in pericolo di estinzione. Lungo tutta la costa, nella zona di marea, sono presenti i trottoir a vermeti, caratteristiche piattaforme formate dalla crescita di conchiglie di Dendropoma petraeum e cementate tra loro da alghe rosse calcaree. La zona litorale è interessata dalla prateria di Posidonia oceanica, che svolge un’importante funzione ecologica ed ospita una grande quantità di organismi vegetali e animali. Appena sotto la superficie del mare cresce rigoglioso il madreporario Astroides calycularis, con numerosi individui rosso-arancione aggregati strettamente fino a formare una spettacolare cintura continua. Inoltre si osservano biocenosi e specie di grande interesse, come le formazioni algali a Cystoseira, i prati di Cymodocea nodosa, i madreporari Balanophillia europea e Clacodora caespitosa, l’ormai raro bivalve Pinna nobilis, la Caulerpa racemosa, un’alga immigrata dal Mar Rosso, e il Percnon gibbesi, un granchio dal vivace colore rosso-arancione. Incontri emozionanti riserva anche la variopinta fauna ittica presente nei litorali prospicienti l’area protetta, dove sono facilmente osservabili 40 differenti specie, tra cui saraghi, orate, murene, ricciole, occhiate, nonché la cernia bruna lungo la fascia costiera dell’Isola dei Conigli4.

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1Cfr. C. Corti, P. Lo Cascio, M. Masseti, S. Pasta (a cura di), Storia naturale delle isole Pelagie, Edizioni L'epos, Palermo 2002, p. 49-52: «Essi vanno riferiti al Periploco angustifoliae-Euphorbietum dendroidis, formazione bassa dominata da arbusti con foglie caduche nel periodo estivo, che predilige substrati rocciosi compatti. Nei microclimi leggermente più umidi, essa viene sostituita da aspetti più chiusi, riferiti al Periploco angustifoliae-Juniperetum turbinatae. Molte delle specie legnose arboree e arbustive che partecipavano a queste formazioni, un tempo comuni sull'isola, sono oggi estinte o formano popolamenti piuttosto localizzati. […] Dove lo sviluppo della macchia originaria era ostacolato dall'elevata rocciosità affiorante, questa era sostituita da aspetti di gariga primaria. Questa tipologia di vegetazione, caratterizzata dalla dominanza di bassi arbusti, copre tuttora una superficie significativa dell'isola di Lampedusa, sebbene siano davvero pochi e ristretti gli aspetti con una composizione e struttura confrontabili con le formazioni preforestali originarie, riferite all'associazione Thymo capitati-Cistetum parviflori: se ne rinvengono solo piccoli lembi nei valloni Madonna e Imbriacole. Sull'isola sono più frequenti aspetti degradati e impoveriti, rilevati già da Lumini [cfr. L. Lumini (ined.), Ricerche sulla flora e la vegetazione di Lampedusa (Is. Pelagie), Tesi di Laurea in scienze biologiche, Università di Firenze, 1978] e descritti da Dresen [cfr. B. Dresen (ined.), Ökologische Differenzierung der Insel Lampedusa (Italien), Tesi di Laurea, Università Köln, 1982] e da Bartolo et alii [ G. Bartolo, P. Minissale, G. Spampinato, Sulla presenza a Lampedusa di Paronychia arabica (L.) DC. ssp. Longiseta Batt. Entità nuova per la flora europea. Giorn. Bot. Ital., 122 (suppl. I): 37, 1988] come “aggruppamento a Thymus capitatus” […]. Nelle aree in cui la gariga è soggetta all'influsso dell'aerosol marino, fanno il loro ingresso specie subalofile come Thymelaea hirsuta, Limonium e altre. Questi aspetti della vegetazione di Lampedusa vengono inquadrati nell'alleanza Crucianellion rupestris e nell'associazione Chiliadenetum lopadusanus, Echinops spinosus, Caralluma europaea e Oncostema dimartinoi. Per degradazione essa forma dei pascoli floristicamente poveri, dominati da Urginea maritima, Asphodelus ramosus [...] e da altre specie poco appetibili al bestiame. A questa tipologia di vegetazione va riferito anche l'aggruppamento a Centaurea acaulis presente in due diverse aree dell'isola. Aspetti di prateria xerica dominati da erbe cespitose perenni vengono riferiti alla classe Thero-Brachypodietalia, all'ordine Hyparrhenietalia hitrtae e all'alleanza Hyparrhenion hirtae, costituiscono formazioni primarie nelle stazioni semirupestri, ma il più delle volte assumono un ruolo secondario come aspetto di sostituzione della vegetazione arbustiva , in seguito ai processi di erosione del suolo. […] A Lampedusa si osservano le associazioni Oryzopsio pauciflorae-Hyparrhenietum hirtae (valloni presso Capo Ponente) e Sanguisorbo verrucosae-Magydaretum pastinaceae. quest'ultimo consorzio , debolmente nitrofilo e igrofilo, è maggiormente rappresentato nel vallone Imbriacole. Le praterie xerofile a specie erbacee annuali sono riferite alla classe Helianthemetea. Più precisamente, l'ordine Stipo-Bupleuretalia semicompositi e l'alleanza Plantagini-Catapodion marini raggruppano gli aspetti dominati da terofite a ciclo vegetativo tardovernale, tipiche dei suoli leggermente salati a causa della prossimità al mare. Tra le associazioni vale la pena di menzionare il Filagini cossyrensi-Daucetum lopadusani di Lampedusa. Sono invece riferiti all'ordine Malcomietalia e all'alleanza Maresio-Malcolmion ramosissimae gli aspetti di vegetazione precoce legati ai substrati sabbiosi, umidi sino al termine dei mesi invernali. Nell'arcipelago si conoscono due associazioni: si tratta del Loto peregrini-Ononidetum serratae di Linosa e del Cutandio maritimae-Parapholietum marginatae di Lampedusa. […] Nelle piccole pozze temporanee scavate sui pianori carbonatici di Lampedusa si rinvengono interessanti aspetti di vegetazione microfitica anfibia riferiti all'associazione Crassulo vaillanti-Elatinetum gussonei. […] in questi microambienti umidi effimeri […] vive una piccola idrofita radicante endemica, (e rarissima) l'Elatine gussonei. […] si osservano le splendide formazioni del Limonietum albidi. “ A capo Grecale si osserva la presenza di Arthrocnemum macrostachyum. “Sulle marne argillose della costiera meridionale di Lampedusa si trovano lembi sparsi di arbuteto dominati da chenopodiace subnitrofile riferibili all'aleanza Salsolo-Peganion (ord. Salsolo-Peganetalia, cl. Pegano-Salsoletea) con le tre associazioni Suaedo verae-Salsoletum oppositifoliae (presenta anche sull'isolotto dei conigli), Salsolo oppositifoliae-Suaedetum palegicae e Suaedo verae-Limoniastretum monopetali. Durante la stagione balneare le spiagge sabbiose di Lampedusa subiscono un forte impatto antropico: qua e là si osservano aspetti discontinui e disturbati del Cypero capitati-Elymetum farcti (all. Agropyrion juncei, ord. Ammophiletalia, cl. Ammophiletea).».

2Ivi p. 41.

3Ivi p. 35.

4Cfr. http://www.legambienteriserve.it/isola-di-lampedusa-2/

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