storie  e memorie in mezzo al mare

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L'ACQUA

2.2 L'acqua

Così come il nostro corpo la terra è composta in prevalenza da acqua si stima per circa il 70%, di cui il 97% è costituito da mari e oceani, il 2.0% da ghiacciai e calotte, lo 0.8% da acque sotterranee e lo 0.2% da laghi e fiumi, del totale solo il 2.5% è acqua dolce e i 2/3 si trova in pochi ghiacciai. Con l’innalzamento delle temperature e l’effetto serra i ghiacciai si stanno sciogliendo mettendo a rischio le riserve di acqua dolce con il relativo innalzamento del livello dei mari. L’acqua viene usata principalmente per scopi agricoli, industriali e infine domestici. L’accesso all’acqua come del resto di altri beni, ha enormi differenze tra i paesi cosi detti sviluppati e quelli “in via di sviluppo” e in maniera più generale tra una minoranza che ha accumulato enormi quantità di capitale e la maggioranza della popolazione mondiale che è divenuta sempre più povera. In Italia solo il 22% degli abitanti del sud e il 45% delle isole hanno acqua potabile a sufficienza e per tutto l'anno contro il 73% al centro e il 92% al Nord. Gli studi sull’acqua del dottor Masaru Emoto, hanno dimostrato che l'acqua è in grado di registrare la vibrazione di energie sottili. Lo scienziato giapponese ha esaminato e fotografato al microscopio i cristalli che si formano durante il congelamento di diversi tipi d'acqua esposta a diversi tipi di musica, parole scritte e pronunciate e altri stimoli. Si è potuto costatare che i cristalli dell'acqua trattata mutano di struttura quando si inviano messaggi. Le fotografie dei cristalli hanno mostrato che se l'acqua viene sottoposta a vibrazioni di parole e pensieri positivi forma dei cristalli bellissimi e armoniosi mentre se l'acqua è sottoposta alle vibrazioni di parole e pensieri negativi reagisce creando strutture brutte e prive di armonia. In tutte le culture e religioni l’acqua ha un ruolo di prim’ordine ed è associata alla vita. La situazione dell'acqua a Lampedusa, passatemi il gioco di parole, è torbida. Ad aprile del 2018 il depuratore dell'isola veniva sequestrato perché gli impianti risultavano non funzionanti, in sostanza si scarica direttamente in mare e nell'area interessata dallo sversamento si sono rilevati livelli di inquinamento da batteri fecali diecimila volte superiori ai limiti di legge

è il risultato degli accertamenti della Procura di Agrigento. I magistrati hanno notificato anche 13 avvisi di garanzia e sequestrato 600 tonnellate di materiali. Tra gli indagati che hanno ricevuto l’avviso di garanzia ci sono l’ex sindaco Giusi Nicolini e l’attuale capo dell’amministrazione comunale, Totò Martello. Il depuratore è gestito direttamente dal Comune. A procedere, svolgendo un’attività investigativa in materia ambientale, sono stati i carabinieri del centro Anticrimine natura.1

 

Il Procuratore Luigi Patronaggio dichiarava alla stampa che "sono ancora in corso e non escludiamo l'esistenza di reati contro la pubblica amministrazione, inadempienza nelle pubbliche forniture, perché questo appalto si è protratto per più tempo e ancora non è stato chiuso; peraltro al momento dell'accesso la ditta non si trovava sul posto. Abbiamo sequestrato seicento tonnellate di materiale di vario tipo accumulato illecitamente"2. E' interessante osservare anche le reazioni collegate al possibile danno d'immagine dell'isola che una notizia del genere potrebbe provocare: da un lato abbiamo le dichiarazioni dello stesso magistrato, che afferma: “La nostra preoccupazione è far funzionare la stagione estiva, per cui abbiamo impartito al Comune delle direttive che, se verranno rispettate, probabilmente riusciranno a contenere l'inquinamento, altrimenti si procederà poi con un amministratore giudiziario"3 dall'altro c'è il sindaco Martello: "Il mare di Lampedusa resta pulito ed immacolato. Solo nella zona di Cavallo Bianco, interessata dall'impianto di depurazione, risultano livelli di inquinamento. Ma nessun allarmismo, il nostro mare resta quello che migliaia di turisti hanno amato ed apprezzato in questi anni"4. Ci risparmiamo le decine di commenti apparsi sui profili social di lampedusani e lampedusane che nel corso degli anni non avevano mai detto una sola parola per il non funzionamento del depuratore ma che in questo caso si lamentavano dei giornalisti che mettevano a repentaglio la stagione turistica; riportiamo solo una nota di Giandamiano Lombardo, presidente di Federalberghi Pelagie, apparsa su Facebook:

Come si evince dai dati forniti dal portale delle acque del ministero della salute il mare di Lampedusa risulta essere “Eccellente”. Tutt’altro che inquinato. Il depuratore, come constatato dalle autorità, non funziona e questo causa l’inquinamento della sola area limitata alla condotta sottomarina. La situazione risulta essere ben diversa da quanto denunciato. Preciso che i dati raccolti dal ministero della salute relativi alle spiagge e alle aree di balneazioni ,come si denota dagli allegati, risultano essere eccellenti. Sarebbe stato più opportuno evitare di generalizzare parlando di Lampedusa come di un’isola inquinata perché tutto ciò è fuorviante e falso. Sarebbe bastato parlare di inquinamento limitrofo alla sola area di pertinenza del depuratore. Le correnti e i venti che soffiano forti sulla nostra isola permettono alle nostre coste di mantenersi sempre pulite. Forse questo non sarebbe stato sufficiente a sistemare i nostri problemi? Forse questo risultava troppo banale e scontato per quelli che oggi gridano a gran voce delle falsità che rischiano di compromettere la già fragile economia delle isole Pelagie che si basa sul turismo.

Dopo che la notizia è scomparsa dalle cronache tutto è ritornato come prima: il depuratore non funziona e si continua a scaricare in mare aspettando che la situazione si risolva da sola. L’Arpa Sicilia con una nota ufficiale del 13/11/2019 affermava di avere fatto diversi rapporti di prova di cui l’ultimo in data 11/11/2019 “relativo al campione di acque reflue urbane prelevate con verbale di campionamento del 10/07/2019 […] presso la vasca di accumulo del refluo fognario”5 da questi rapporti si conferma il superamento dei limiti consentiti per quanto riguarda la presenza di batteri nello scarico fognario. Con la stessa nota l’Arpa Sicilia propone al Libero Consorzio Comunale di Agrigento (la ex Provincia) “l’irrogazione della sanzione amministrativa pecuniaria prevista”6 nei confronti dell’attuale sindaco Salvatore Martello. Se la ex Provincia di Agrigento abbia agito o meno di questo al momento non ho trovato traccia. Ma facciamo un passo indietro

 

I lavori per la realizzazione del depuratore di Lampedusa cominciano alla fine degli anni novanta, il sindaco di allora era Salvatore Martello e quasi tutti gli appalti per i lavori pubblici di Lampedusa venivano vinti da un paio di imprese: «Sempre due le imprese favorite, quelle che fanno capo a Pasquale De Francisci e Carmelo Urso che, direttamente o indirettamente, secondo gli inquirenti, si aggiudicherebbero con la benedizione del sindaco Martello il 90 per cento degli appalti dell’isola»”. Un depuratore costato tantissimo e realizzato per servire all’incirca 5.000 persone; ma la popolazione ne conta all’incirca seimila e in alta stagione turistica si può arrivare a ventimila presenze oltre a tutte le persone che transitano da Lampedusa nel contesto della gestione delle migrazioni. “Gli altri appalti che hanno fatto scattare l’inchiesta sono quelli relativi alla realizzazione del depuratore che doveva costare 500 milioni e che adesso ha sfiorato il costo di 10 miliardi di lire. Soldi spesi inutilmente visto che, fino a questo momento, il depuratore non è mai entrato in funzione perché le pompe di sollevamento sono state costruite in modo tale da non riuscire a portare le acque nere al depuratore che quindi non depura nulla.“ 7.

 

 

Il sindaco (ex) Bernardino De Rubeis sostiene che in realtà [il depuratore] non è mai entrato del tutto in funzione e la manutenzione affidata a Campione Industries è insufficiente. “Basta pensare che a maggio del 2006 – spiega De Rubeis – si è rotto un interruttore e da allora non vengono più separati i fanghi da smaltire”. Secondo il (ex) vicesindaco; Angela Maraventano il depuratore potrebbe funzionare ma “la ditta della manutenzione prendeva i soldi e non faceva nulla”8.

 

Massimo Campione, socio della Industries, replicava a queste accuse affermando che la loro attività di manutenzione era svolta normalmente e che la rabbia dell’ex sindaco De Rubeis nei loro confronti era dovuta ad una denuncia fatta proprio dalla società Industries ai danni dell’ex sindaco De Rubeis per avere chiesto una tangente alla società in questione, aggiungendo che il comune di Lampedusa e Linosa aveva molti debiti con la società, siamo nel 2010. L’ARPA nel 2009 dispone di intervenire con la massima urgenza per evitare conseguenze disastrose per il mare di Lampedusa.

E’ il contenzioso che oppone il Comune alla vecchia azienda titolare del lavoro di manutenzione a bloccare i lavori di ammodernamento del nuovo depuratore di Lampedusa. Il vecchio impianto è guasto ed abbandonato e i liquami di alberghi, case e centro di accoglienza migranti finiscono, senza alcun trattamento, direttamente in mare attraverso una condotta sottomarina piuttosto malconcia e lunga un chilometro. La gara d’appalto per l’ammodernamento del depuratore, il rifacimento di una parte della rete fognaria e della nuova condotta sottomarina viene espletata alla fine del 2012, per un importo pari a circa 8 milioni di euro. La stazione appaltante è il Soggetto Attuatore dell’Emergenza dell’Isola di Lampedusa istituito nel 2011 dal Governo Berlusconi. I finanziamenti sono disponibili, l’opera ha tutti i visti e le autorizzazioni comprese quelle ambientale e a dicembre 2013 viene anche formalizzato il contratto con l’impresa vincitrice. I lavori però non partono perché alcuni impianti delle opere del vecchio depuratore continuano ad essere nella disponibilità della vecchia impresa che ha avviato un contenzioso con l’Amministrazione Comunale. E così i liquami continuano ad essere scaricati in mare con il rischio di inquinamento di uno dei tratti di costa più belli e delicati del nostro Paese9.

 

La ditta che ha vinto l’appalto per i lavori del depuratore di Lampedusa è la Mondello s.p.a, ditta di Gela che partecipa anche alla realizzazione del maxi impianto fotovoltaico voluto fortemente dall'ex governatore della Regione Sicilia, Rosario Crocetta.

 

La Mondello Spa di Emanuele Mondello è finita sotto la lente della giustizia. L’imprenditore gelese si aggiudica con i sub-appalti alcuni lavori nella ricostruzione post-terremoto dell’Aquila. La Dia però segnala alla Procura che tredici dipendenti avevano precedenti penali anche di stampo mafioso, mentre lo stesso imprenditore era stato" posto sotto controllo insieme ad altri due pregiudicati «per aver curato nel settore degli appalti pubblici gli interessi del clan Rinzivillo». Nel 2011 Mondello viene tirato in ballo dal collaboratore di giustizia Carmelo Barbieri, ex boss gelese, il quale riferisce che l’imprenditore «garantiva continuazione regali economici» ai clan. «I soldi venivano consegnati a Daniele Emmanuello», referente della famiglia mafiosa di Gela, il quale garantiva ai clan che «quell’imprenditore non si doveva toccare». Nonostante le vicende giudiziarie dei due imprenditori la Regione Sicilia ha dato il benestare all’opera.”10.

 

In questi anni la tassa della depurazione è stata pagata dai lampedusani nonostante il servizio non sia mai stato garantito, si è pagato negli anni una media di 40 euro all’anno a famiglia, conteggiati all’interno della bolletta dell’acqua, bolletta che si paga a forfait e ha visto aumentare in maniera esponenziale il suo costo. Inoltre l’acqua erogata a Lampedusa non è potabile e la maggior parte delle case non ha allacciato un contatore in entrata per misurare il consumo effettivo. Sono tante le cause vinte per questo motivo da parte di cittadini contro il Comune e questo argomento è stato anche fonte di una mini crisi nella politica delle Pelagie: l'avvocato Maria dell'Imperio nelle ultime elezioni comunali del 2017 era stata la candidata più votata, merito anche delle sue cause vinte nei confronti del Comune di Lampedusa e Linosa proprio per la questione dell'acqua, ed era stata nominata vicesindaco con deleghe: al Decentramento, Organizzazione, Innovazione, Risorse umane, Attività istituzionali, Risorse strategiche e Patrimonio. A maggio 2017 Il sindaco Martello revocava l'incarico alla Dell'Imperio scrivendo nella sua determina le motivazioni di tale scelta: “il venir meno, da parte del vice sindaco Maria Dell’Imperio, della necessaria convergenza politica indispensabile per attuare il programma dell’amministrazione” ai fini di “non compromettere l’efficacia dell’azione amministrativa”. La Dell'Imperio, che recentemente è stata nominata responsabile di Fratelli d’Italia a Lampedusa, rispondeva con una nota ufficiale poi ripubblicata da diversi siti on line:

[…] Il motivo del venir meno della ‘convergenza’ politica per ‘attuare il programma’ deriva, essenzialmente, dalla circostanza che, io ritenga ingiusto e illegittimo il calcolo a forfait dei consumi idrici per come calcolati, e richiesti, in assenza dell’installazione dei relativi contatori. Tale mia opinione, però, non è affatto come oggi si vuole far intendere, un ‘venir meno’ della convergenza politica rispetto al programma intrapreso. Anzi, nel programma con cui ci siamo presentati agli elettori, si dichiarava che ‘il Comune … non riesce a riscuotere tutta la somma dai cittadini poiché il conteggio dell’acqua forfettario è illegale e gran parte del territorio non è dotato di contatori’, così come ribadito anche nei comizi elettorali. Detto programma elettorale, vorrei ricordare, è proprio quello per cui, noi tutti, compreso il nostro primo cittadino, siamo stati eletti, ma in base alla motivazione della revoca il Sindaco sembra averlo dimenticato. Come alcuni sapranno, prima di essere eletta avevo patrocinato diverse cause contro il Comune di Lampedusa, ottenendo delle sentenze positive che dichiaravano illegittimo il calcolo a forfait. Quindi, prima dell’avvio ufficiale della campagna elettorale avevo avuto un confronto sull’argomento con il dott. Martello che, data la sua esperienza amministrativa, aveva assicurato sarebbe stato possibile risolvere la questione in modo conforme alla legge, anche alla luce di quelle sentenze. Così lo abbiamo inserito nel programma elettorale e io, per prima, mi sono battuta anche nei comizi, su questo argomento11.

 

L'acqua erogata nelle case dei lampedusani non è potabile principalmente a causa della rete idrica obsoleta e dei vasconi di raccolta che, oltre a far disperdere grandi quantità di acqua, ne alterano ogni potabilità di partenza. L’acqua

 

viene 'prodotta' con un impianto di dissalazione, inaugurato nel 2015, oggi di proprietà dell’Associazione temporanea di impresa Sap 2, acronimo che sta per Sofip-AccionaProtecno: è il Consorzio, che nel 2015 si è aggiudicato una gara internazionale, a vendere l’acqua al Comune che per parte sua dovrebbe pagarla 0,69 centesimi per metro cubo (che la rivende a tre euro al metro cubo) mentre circa 2,90 euro a metro cubo sono a carico della Regione. Con una bella differenza rispetto a quando l’acqua nell’isola veniva portata con le cisterne via mare e costava 15 euro al metro cubo. Ma il punto, oggi, è anche un altro e sembra quasi irrisolvibile: il Comune di  Lampedusa e Linosa ha intanto accumulato debiti nei confronti della società proprietaria del dissalatore di oltre 800mila euro, relativi agli anni 2015 e 2016. Debiti che si vanno a sommare agli altri, pari a 1,5 milioni, relativi alla gestione precedente quando la Sofip era da sola a occuparsi della dissalazione dell’acqua nell’isola essendosi aggiudicata l’appalto all’inizio degli anni  Duemila. E qui troviamo l’ennesimo paradosso: nel contenzioso tra il Comune di Lampedusa e la Sofip, «il giudice di primo grado - raccontano i vertici dell’azienda -ha dato ragione all’Ente locale sulla base della constatazione che i soldi dovuti all’azienda non erano stati previsti in bilancio»12.

 

La Regione Sicilia è proprietaria dal 1978 degli impianti di dissalazione di acqua di mare situati nella zona di Cala Pisana i quali sono stati costruiti con fondi pubblici (Cassa del Mezzogiorno), per soddisfare le esigenze di acqua potabile dell’isola. La Regione aveva affidato la gestione tramite trattativa privata alla società SO.FI.P. Spa, la quale avrebbe dovuto garantire che l’acqua erogata fosse destinata al consumo umano rispettando tutti i parametri di legge. La Giunta comunale con deliberazione N.59 in data 24/03/2006 dichiarava di volere interrompere il rapporto con la SO.FI.P dichiarando testualmente che “le vicende rappresentate non consentono di potere fare alcun affidamento sulla serietà e professionalità della suddetta società”, motivando con quanto segue:

 

  • Che, in data 01/12/2004 nel corso delle esecuzioni dei lavori sulla condotta della rete idrica proveniente dal dissalatore di Cala Pisana, si constatava la fuoriuscita, al momento del taglio della tubazione, di acqua mescolata a sostanze oleose;

  • Dalla relazione dell’ARPA Sicilia del 22/03/2005 è emerso che la falda di acqua dolce della zone di Cala Pisana subiva da diversi anni inquinamenti da idrocarburi; e che da circa tre anni la SO.FI.P. decise di utilizzare l’acqua di due pozzi scavati all’interno dello stabilimento, senza valutare il rischio di interazione con la falda di acqua dolce;

  • Tutto questo mostra come per un lungo periodo la SO.FI.P., mettendo a repentaglio la salute pubblica, non ha effettuato adeguati controlli sulla qualità dell’acqua erogata essendo invece tenuta a garantire i parametri di legge ai sensi della convenzione intercossa con la Regione Siciliana.

 

L’amministrazione di allora (Bruno Siragusa) aveva proceduto per vie legali contro la SELIS/ SOFIP, ma nel 2008 con la vittoria di De Rubeis alle comunali e il cambio di amministrazione, venne ritirata la denuncia del Comune. L’amministrazione De Rubeis ha il primato in quanto assunzione di consiglieri comunali alla SELIS. Tutte le amministrazioni hanno avuto nell’arco del loro mandato da un minimo di uno al massimo di 4 consiglieri “impostati” alla SELIS. La SELIS va ricordato, possedeva il 97% della SO.FI.P. e causò (forse continua a causare) l’inquinamento della zona di cala Pisana con lo sversamento di combustibili (Oli e gasolio) oltre che con emissioni di fumo nerissimo e forte vibrazioni e rumore. Sull’inquinamento da parte della SELIS della zona di cala Pisana, compresi pozzi d’acqua, spiaggia e terreno, ci sono diverse perizie. Ad esempio una del 2008 da parte dell’ARPA Sicilia: “Esaminata la relazione ed i rapporti di prova delle analisi effettuate sui campioni di suolo e di acque sotterranee dalla CADA a.n.c. e confrontando gli stessi con i risultati delle analisi, sulle aliquote degli stessi campioni eseguite da ARPA Sicilia si è constatato in alcuni di essi il superamento della Concentrazione della Soglia di Contaminazione” nel documento (protocollo n 395 del 12/02/2008) si specifica la responsabilità della SELIS nell’inquinamento della zona di Cala Pisana. In un’altra relazione dei Vigili del Fuoco di Lampedusa, che risale al 2002, si legge: “Dallo scarico della centrale elettrica SELIS fuoriusciva gasolio di alimentazione motori, causa rottura valvola di non ritorno, riversando il liquido, lungo la strada non asfaltata, in pendenza, sino al terrapieno frontale della spiaggia di Cala Pisana”. L’acqua della SO.Fi.P. costava in media al comune di Lampedusa e Linosa 300.000 euro all’anno. Ma ci sono anche dei pesanti precedenti sull’aggiudicazione dell’appalto.

 

La società T. con sede in Milano era risultata aggiudicataria delle procedure di project financing relative alla progettazione, costruzione e gestione di due impianti di dissalazione, uno nell’isola di Lampedusa e uno nell’isola di Linosa. Con i medesimi provvedimenti sono stati assegnati alla detta società dei termini per la redazione dei progetti esecutivi; dopo l’avvenuta constatazione dello stato dei luoghi la società provvedeva ritualmente a depositare i progetti esecutivi. Tre anni dopo l’Amministrazione regionale revocava i provvedimenti di aggiudicazione già formalizzati, con riferimento al contenuto del nuovo piano regionale generale delle acque, che conterrebbe previsioni di fabbisogno inferiori rispetto ai quantitativi posti a base di gara. I provvedimenti di revoca venivano impugnati dalla società milanese davanti al TAR Sicilia [...]. Il TAR Sicilia accoglieva il ricorso, condannando l’Amministrazione resistente al pagamento dell’indennizzo richiesto; la determinazione del quantum avrebbe dovuto essere oggetto di una proposta da parte dell’amministrazione resistente entro il termina di giorni sessanta dalla notificazione della sentenza. Ma nonostante la sentenza fosse stata ritualmente notificata ed il termine assegnato ampiamente decorso l’amministrazione regionale restava inerte; cosicchè la società T, [...] proponeva davanti al TAR Sicilia un ricorso per l’ottemperanza di giudicato, chiedendo la nomina di un commissario ad acta per l’ipotesi di ulteriore inadempienza e l’applicazione di una penalità di mora. Si è costituito in giudizio l’Assessorato regionale dell’Energia, in persona dell’Assessore pro tempore, con il patrocinio dell’avvocatura Distrettuale dello Stato, per chiedere il rigetto del ricorso. Il Tar Sicilia, Palermo, sezione Seconda, Presidente il dr. Cosimo Di Paola, relatore la Dr.ssa anna Pignataro, ritenendo fondato il ricorso patrocinato dagli avvocati Rubino e Cucchiara lo ha accolto, ordinando all’Assessorato resistente di eseguire il giudicato entro sessanta giorni, condannando l’Assessorato dell’ Energia al pagamento delle spese giudiziali, nominando commissario ad acta per l’ipotesi di ulteriore inadempienza il Prefetto di Palermo, e condannando l’amministrazione resistente anche al pagamento di una penalità di mora, nella misura di cinquanta euro per ogni ulteriore giorno di ritardo nell’esecuzione del giudicato13.


In data 16/01/2015 sull’isola veniva inaugurato in pompa magna il nuovo impianto per la produzione di acqua potabile tra gli altri a presenziare vi è Graziano Del Rio (allora Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri), Davide Faraone (allora Sottosegretario al Ministero della Pubblica Istruzione), Rosario Crocetta (allora Presidente della Regione Sicilia), Nicola Diomede (allora Prefetto di Agrigento), Vania Contrafatto (allora Assessore all’Energia della Regione Sicilia). L’impianto venne consegnato alla Società Consortile SAP 1 e SAP 2. È logico un cambio di società nella gestione della produzione di acqua potabile a Lampedusa, visti i precedenti. Ma questa è la terra che diede il titolo nobiliare ai Tomasi, di cui l’illustre discendente coniò uno dei modi di dire che più rappresentano la Sicilia e di conseguenza Lampedusa: “Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi”. Difatti la SELIS continuerà attraverso l’Ing. Campagna (l’amministratore unico della SOFIP/SELIS) a gestire la produzione dell’acqua potabile a Lampedusa in quanto controlla la SAP1 e la SAP2. Coloro che hanno inquinato e distribuito l’acqua a Lampedusa fino a ieri, invece di essere condannati ed esclusi dalla gestione, vengono premiati dalle istituzioni di tutti i livelli.

 

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1Paolo Picone “Lampedusa sequestrato il depuratore: indagati pure Nicolini e Martello” , Agrigento Oggi, 26 aprile 2018. www.agrigentooggi.it/lampedusa-sequestrato-depuratore/

2Salvo Palazzolo, “Lampedusa sequestrato il depuratore: indagati Nicolini e Martello”, Repubblica Palermo, 26 aprile 2018. http://palermo.repubblica.it/cronaca/2018/04/26/news/lampedusa_acque_inquinate_sequestrato_il_depuratore-194836851/

3Ibidem.

4Ibidem.

5Arpa Sicilia – Struttura territoriale di Agrigento – UOS Controlli – Numero protocollo 0060972 del 13/11/2019. Oggetto: Comunicazione/notifica esito analisi chimiche e microbiologiche di acque reflue urbane prelevate il 10/07/2019 da personale di questa Struttura Territoriale, prresso la vasca di accumulo del refluo fognario con successivo allontanamento a mare senza depurazione dell’impianto di depurazione ubicato in Contrada Cavallo Bianco nell’isola di Lampedusa nel Comune di Lampedusa e Linosa (AG). Comunicazione/notifica ex art. 14 e 15 legge 689/1981 e comunicazione di illecito amministrativo ai sensi del D.Lgs. 152/2006 ai fini dell’irrogazione della sanzione amministrativa nei confronti di: Salvatore Martello in qualità di Sindaco pro tempore , nato il 04/10/1956 in Lampedusa nel Comune di Lampedusa e Linosa, ivi residente in via Vittorio Emanuele n. 33.

6Ibidem.

7Francesco Viviano, “Appalti agli ‘amici’ indagine su Martello”, La Repubblica 15/11/2000. http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2000/11/15/appalti-agli-amici-indagine-su-martello.html

8Mauro Seminara, "Depuratore di Lampedusa. Accuse fra Comune e impresa", Giornale di Sicilia del 13/11/2010.

9 Dossier di Legambiente, #Sblocca futuro, giugno 2014, p. 20 – 21. https://www.legambiente.it/sites/default/files/docs/sbloccafuturo_0.pdf

10 Sicilia, luci e ombre del maxi-impianto fotovoltaico a Gela voluto da Crocetta - di Saul Caia, Rosario Sardella e

Luca Verducci - Il Fatto Quotidiano TV – 15/09/2013- http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/09/15/sicilia-luci-ed-ombredel-maxi-impianto-fotovoltaico-di-gela-sponsorizzato-da-crocetta/244705/

11"Lettera aperta del Consigliere del Comune di Lampedusa e Linosa Avv. Maria Dell’Imperio”, Mediterraneo Cronaca, 01/06/2018.

http://www.mediterraneocronaca.it/2018/06/01/lettera-aperta-del-consigliere-del-comune-di-lampedusa-e-linosa-avv-maria-dellimperio/

12Nino Amadore, “Lampedusa il pasticcio dell'acqua” Il Sole 24 ore, 3 agosto 2016. http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2016-08-02/lampedusa-pasticcio-dell-acqua-115728.shtml?uuid=AD3BY20

13Redazione Scrivo Libero, “Impianti di dissalazione a Lampedusa e Linosa: commissariato dal TAR l’Assessorato Regionale dell’Energia”, 27/01/2017.

https://www.scrivolibero.it/impianti-di-dissalazione-a-lampedusa-e-linosa-commissariato-dal-tar-lassessorato-regionale-dellenergia/.

 

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